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Juveteca -Anno II (2005)

 

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STILE JUVENTUS.11

  

 Compromesso storico : Togliatti,Lama,Fassino e Veltroni a far tifo con gli Agnelli

Nella foto : Walter Veltroni con Umberto Agnelli

   

C'è un fotografia che è entrata nella Storia con la "esse" maiuscola, la Storia di un compromesso tra l'anima comunista e operaia di Torino (più ancora dell'Italia) e lo stile capitalista, dunque segnatamente “agnelliano”, della Juventus. La fotografia risale al 1948, ritrae Palmiro Togliatti al vecchio stadio Comunale, avvolto in un cappotto grigio, con il cappello a tesa larga sulla testa, gli inconfondibili occhialini calati sul naso; accanto a lui un sorridente Giovanni Agnelli,l'Avvocato.Volendo estremizzare il concetto, sono un pò come il Diavolo e l'Acqua Santa, perché in fondo non è davvero una cosa normale che quelli di là stiano dalla parte di quelli di qua. Invece no. Palmiro Togliatti ha aperto una breccia, fatto crollare un muro. squarciato il velo dell'ipocrisia sociale: anche un comunista poteva (può, potrà) tifare per la squadra bianconera, che non ha una valenza politica ma solo una forte incidenza sportiva.

Eppure viene quasi automatico accostare la Juventus, dipinta come uno dei "giocattoli (assieme alla Ferrari e alla stazione sciistica di Sestrieres) degli Agnelli, la dinastia industriale più potente d'Italia e tra le più importanti d'Europa, a una noblesse che sovente diventa obbligata per chi indossa i colori bianconeri. Sono etichette cristallizzate, quasi tatuaggi incisi a fuoco sulla pelle, ma fasulli. Con il trascorrere degli anni, con il succedersi delle vittorie, la Juventus Football Club si trasforma infatti in autentico fenomeno nazional-popolare, "sfonda" nel Meridione, diventa la squadra di tutti gli emigranti che dal Sud si trasferiscono al Nord, la maggior parte per lavorare alla Fiat. Già, la Fiat degli Agnelli. Il senatore Edoardo, l'avvocato Giovanni, il dottor Umberto. Un circolo vizioso. Luciano Lama è stato uno dei più grandi sindacalisti della sinistra italiana, per molti anni ha ricoperto la carica di segretario della Cgil. Viaggiava sempre accompagnato dalla sua pipa, era un "duro", si spezzava piuttosto che piegarsi, veniva considerato il garante delle "tute blu". Con la Famiglia e per il bene degli operai-­Fiat ha combattuto battaglie aspre, poi però la domenica tifava per la Juventus: con passione e trasporto. Lo stesso, all'alba del terzo Millennio, fanno Walter Veltroni,ex segretario dei Democratici di sinistra nonché attuale Sindaco di Roma, e Piero Fassino,ex ministro "rosso" del Governo Amato e prim’ancora del Governo d’Alema ed attuale segretario dei DS. Per la verità, stride un poco pensare che insieme con degli anticapitalisti convinti possano soffrire a contatto di gomito anche - ad esempio - i reali di Casa Savoia costretti all'esilio da oltre cinquant'anni ed ora rientrati in Italia. Ma questa è la forza e la grandezza della Juventus, l'osmosi spontanea tra ricchi e poveri accomunati sotto 1a stessa bandiera, lo spirito di aggrega­zione che univa e unisce uomini destinati nella vita di tutti i giorni a stare agli antipodi. Il compromesso di Togliatti e dell'Avvocato. la fotografia del Comunale, il paravento abbattuto, lo stesso amore. La Juventus...  

 

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